Iontoretina: la iontoforesi di luteina

Che cos’è la Iontoretina?

Al centro della retina c’è un’area grande quanto una capocchia di spillo: la macula. È lei che permette di leggere, riconoscere un viso, distinguere i colori. La macula si difende da sola, grazie a un filtro naturale fatto di due pigmenti, la luteina e la zeaxantina, che assorbono la luce blu e neutralizzano i radicali liberi. Nella maculopatia quel filtro si assottiglia.

La Iontoretina serve a rifornirlo. È una iontoforesi transclerale: la luteina, racchiusa in microscopiche vescicole lipidiche, viene sospinta attraverso la sclera da una corrente elettrica debolissima e arriva alla retina senza aghi e senza passare dall’intestino. Negli studi che hanno verificato dove finisce, la luteina si ritrova concentrata proprio nella macula, fra la retina interna e i fotorecettori.

Esame OCT della macula, l'esame con cui si valuta la maculopatia

Quando è indicata

La Iontoretina è pensata per la degenerazione maculare legata all’età nella forma secca intermedia: la più frequente, quella che avanza lentamente e per la quale non esistono iniezioni. È anche la fase in cui ha più senso intervenire, perché il pigmento maculare si può ancora ricostituire.

Non è indicata nella forma umida, dove la terapia sono le iniezioni intravitreali. A stabilire di quale forma si tratti è la visita, con l’OCT della macula.

E gli integratori che prendo?

La luteina per bocca ha alle spalle dati solidi: nello studio AREDS2, seguito per dieci anni, luteina e zeaxantina hanno rallentato il passaggio dalla forma intermedia a quella avanzata. Quella terapia resta valida e non va sospesa di propria iniziativa.

La Iontoretina arriva allo stesso risultato per un’altra via. Negli studi che hanno messo a confronto le due modalità nella maculopatia secca intermedia, dopo sei mesi il pigmento maculare era aumentato in misura simile con le compresse e con la iontoforesi. La somministrazione diretta ha un vantaggio quando l’assorbimento intestinale è ridotto, o quando le compresse da prendere ogni giorno sono già tante: in questi casi può prenderne il posto. Negli altri si affianca. È una scelta che si fa in visita, guardando l’OCT e la terapia già in corso.

Come si svolge la seduta

Si fa in ambulatorio, senza ricovero e senza preparazione. Un collirio anestetico, un piccolo applicatore appoggiato sull’occhio, e per circa quattro minuti passa una corrente di bassa intensità: quanto basta a far migrare le molecole, troppo poco per farsi sentire se non come un leggero formicolio.

Di norma due sedute all’anno, a sei mesi di distanza; nelle forme più avanzate tre, ogni quattro mesi. Finita la seduta si esce e si riprende la giornata: niente benda, nessun riposo.

Costo: 600 € per un occhio, 1.000 € per entrambi gli occhi trattati nella stessa seduta.

Aspetti da sapere

Durata del trattamento:

Circa 4 minuti per occhio.

Gestione del dolore:

Indolore: dopo un collirio anestetico si avverte al massimo un lieve formicolio.

Tempo di recupero:

Nessuno: si riprendono subito le normali attività.

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