Diagnosi precise e trattamenti all’avanguardia per la cura degli occhi e della vista, donandoti una visione ottimale e una salute oculare duratura.
PRENOTA UNA VISITAL’ambulatorio di oftalmologia si trova in Corso di Porta Romana 120, a Milano. Si occupa della valutazione e del trattamento delle patologie dell’occhio e degli annessi — palpebre, vie lacrimali, superficie oculare — e della chirurgia della cataratta, refrattiva e palpebrale. Ogni percorso comincia da una visita: l’indicazione a un intervento si pone solo dopo gli esami che servono a quel caso.
La cataratta è l’opacamento del cristallino, la lente naturale dell’occhio. Compare soprattutto con l’età e si manifesta con visione annebbiata, colori meno vividi, abbagliamento con i fari o con il sole, necessità di cambiare spesso la gradazione degli occhiali.
Non esiste una terapia con colliri o farmaci. Quando la riduzione della vista interferisce con guidare, leggere o lavorare, si valuta l’intervento. La tecnica di riferimento è la facoemulsificazione: il cristallino opaco viene frammentato con ultrasuoni ed estratto attraverso un’incisione di pochi millimetri, e al suo posto viene inserito un cristallino artificiale. La procedura si esegue in anestesia topica, in regime ambulatoriale, un occhio per volta.
Sono disponibili cristallini monofocali e monofocali plus, EDOF a profondità di fuoco estesa e multifocali (full range). Ciascuno di questi esiste anche nella versione torica, che corregge contemporaneamente l’astigmatismo. L’intervento di cataratta è quindi anche l’occasione per correggere il difetto visivo: oltre a miopia e ipermetropia, i cristallini EDOF e multifocali intervengono sulla presbiopia e mirano a ridurre il ricorso agli occhiali da vicino. La scelta dipende dal difetto visivo preesistente, dalle condizioni della cornea e della retina e da come la persona usa gli occhi nella giornata: si definisce in sede di visita. Chirurgia della cataratta
Miopia, ipermetropia e astigmatismo si possono correggere agendo sulla cornea — PRK no touch, detta anche transepiteliale, FemtoLASIK e SMILE pro — oppure, in casi selezionati, inserendo una lente fachica.
Per la presbiopia — la difficoltà a mettere a fuoco da vicino che compare dopo i quarant’anni — esiste un profilo di trattamento laser dedicato, il Presbyond, che rimodella la cornea per ampliare la profondità di fuoco. Anche in questo caso l’indicazione si pone dopo lo studio della cornea e una valutazione della visione da vicino e da lontano, perché il risultato dipende da come i due occhi lavorano insieme.
Non tutti sono candidabili. Contano lo spessore e la regolarità della cornea, l’entità del difetto, la sua stabilità negli ultimi anni, l’età, la secchezza oculare e la presenza di altre patologie. Per questo il percorso comincia sempre con uno studio della cornea — topografia e pachimetria — e una visita completa, al termine dei quali si stabilisce se l’intervento è indicato e quale tecnica è adatta a quell’occhio. Chirurgia refrattiva
Il calazio è un nodulo della palpebra che si forma quando una ghiandola di Meibomio si ostruisce e il suo contenuto provoca una reazione infiammatoria. È diverso dall’orzaiolo, che è un’infezione acuta, dolorosa e a evoluzione rapida.
Il primo trattamento è conservativo: impacchi caldi, igiene del bordo palpebrale, massaggio e, quando serve, terapia topica. Molti calazi si risolvono così nell’arco di alcune settimane.
Quando il nodulo persiste, aumenta di volume, deforma la palpebra o disturba la vista, si procede a incisione e curettage: un intervento ambulatoriale in anestesia locale, di pochi minuti, dopo il quale si torna alle proprie attività in giornata. Trattandosi della palpebra, l’incisione va orientata in modo da non alterare il margine palpebrale: per questo la procedura viene eseguita da chi tratta abitualmente quella regione.
La blefaroplastica interviene sull’eccesso di pelle della palpebra e sul riposizionamento o la rimozione delle borse adipose. Si distingue in superiore e inferiore e può avere un’indicazione funzionale — quando la pelle in eccesso appesantisce la palpebra e riduce il campo visivo superiore — oppure estetica.
Nella regione perioculare l’anatomia è sottile e i margini sono stretti. Una valutazione corretta considera la posizione del sopracciglio, il tono del muscolo elevatore, la qualità della cute e la presenza di secchezza oculare, perché una resezione eccessiva può compromettere la chiusura della palpebra. Per questo la valutazione è condotta da un oculista con formazione oculoplastica, cioè da chi opera abitualmente la palpebra. Chirurgia dello sguardo
Non tutto ciò che cambia intorno all’occhio dipende dal volume o dalla pelle in eccesso. La cute della palpebra è la più sottile del corpo e con il tempo perde spessore, elasticità e compattezza: in questi casi l’obiettivo non è togliere, ma lavorare sulla qualità del tessuto.
I percorsi disponibili comprendono la biostimolazione perioculare e l’impiego del plasma ricco di piastrine (PRP) ricavato dal sangue della persona stessa. Sono trattamenti ambulatoriali, eseguiti in più sedute ravvicinate. L’indicazione si pone distinguendo ciò che dipende dal tessuto da ciò che dipende dal volume o dalla posizione della palpebra: sono problemi diversi e richiedono risposte diverse. Biostimolazione perioculare · Medicina rigenerativa dello sguardo
Se porti le lenti a contatto, sospendile tre giorni prima della visita. Le lenti modificano temporaneamente la curvatura della cornea: se indossate fino a poco prima, falsano la misurazione della vista e lo studio corneale, cioè proprio i valori su cui si decide un eventuale intervento. Portale comunque con te nella loro confezione, perché i parametri stampati sulla scatola sono utili alla visita.
La visita comprende la misurazione della vista, la valutazione della pressione oculare e l’esame del segmento anteriore e del fondo dell’occhio. Quando è necessaria la dilatazione della pupilla, nelle ore successive la vista resta annebbiata e la luce dà fastidio: in quel caso è meglio non mettersi alla guida.
Porta con te gli occhiali o le lenti che usi, gli esami oculistici precedenti e l’elenco dei farmaci che assumi. Al termine si definisce il percorso: se servono altri accertamenti, quali e con quali tempi.
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